Aitec rilancia la pratica europea di considerare i rifiuti come risorse per l’industria
Centoquaranta euro pro capite risparmiati annualmente sulla bolletta a carico del contribuente; circa 7,9 milioni di tonnellate di CO2 evitate ogni anno, oltre 10.700 posti di lavoro in più. Questi alcuni dati emersi dallo Studio Nomisma Energia sulle potenzialità dell’utilizzo dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) in impianti industriali quali cementifici, centrali elettriche e termovalorizzatori. A promuovere lo studio, l’Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento), che è impegnata da tempo in attività di informazione sull’utilizzo, nei forni delle cementerie, dei rifiuti come combustibile alternativo, al fine di ridurre la bolletta energetica, abbassare le emissioni e liberare le discariche. Risultati e prospettive della ricerca sono stati discussi durante una tavola rotonda con il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il Presidente Nomisma Energia, Davide Tabarelli, Aitec rappresentata dal Presidente Alvise Zillo Monte Xillo e dalle aziende del settore con Sandro Buzzi, presidente Buzzi Unicem e Carlo Colaiacovo AD Colacem e Vice Presidente Aitec, i più influenti stakeholder del sistema, dal responsabile Energia e Rifiuti ANCI Filippo Bernocchi, al Vicepresidente dell’associazione ambientalista Legambiente, Stefano Ciafani. Stando alla ricerca, in Italia si producono, ogni anno, oltre 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui oltre la metà destinati alle discariche. Una prassi insostenibile, oggi più che mai, considerati i danni ambientali e gli sprechi economici che ne derivano. Un significativo contributo potrebbe arrivare - rivelano i dati dello Studio – dall’utilizzo dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) derivati dai rifiuti urbani, in parziale sostituzione dei combustibili fossili, nelle cementerie, nelle centrali elettriche e nei termovalorizzatori.
«Gli impianti italiani possono fare molto di più», ha dichiarato Carlo Colaiacovo, Vicepresidente Aitec. «A parità di cemento prodotto si può arrivare a sostituire 2.000.000 di tonnellate l’anno di combustibili fossili, pari al 50% di energia consumata, ottenendo una diminuzione delle emissioni di CO2 di 2.700.000 tonnellate l’anno, pari al 25% delle emissioni da combustione del settore cemento. Imprese, istituzioni e territori dovrebbero fare sistema – continua Colaiacovo – e farsi promotori di iniziative che incoraggino queste buone pratiche». Il Vice presidente di Aitec ha inoltre evidenziato alcuni argomenti che hanno bisogno di soluzioni: il problema dei rifiuti, il costo dell’energia e la profonda crisi del mondo dell’edilizia. Una soluzione, seppur evidentemente non l’unica, si può cogliere quando si usano in modo intelligente risorse disponibili e a costo zero per la collettività, come lo sono i rifiuti. La nostra industria ha stabilimenti visibili, integrati in un territorio. Stabilimenti che adottano le migliori tecnologie disponibili, con il massimo controllo delle emissioni e tracciabilità di tutte le attività: questa è la migliore garanzia per chiunque.” Ha poi concluso Carlo Colaiacovo: “A nostro avviso l’uso dei rifiuti è una tipica soluzione dove tutti possono vincere: l’ambiente con meno CO2; l’economia perché si sostituiscono i “tradizionali” combustibili fossili acquistati dall’estero; i territori con meno discariche e quindi meno costi nella gestione dei rifiuti per le comunità locali e le imprese per l’incremento della loro competitività con l’uso del CSS”.